Julian Assange è introvabile dal 18 novembre, dopo il mandato d'arresto della magistratura svedese. E' australiano, ma il suo paese di origine oggi si rifiuta di dargli rifugio, e sta pensando piuttosto se avviare procedure penali nei confronti dei responsabili delle divulgazioni Wikileaks. Julian Assange ha detto che teme di morire. Nella società 'civile' americana, c'è già chi da tempo chiede la sua testa. Un blog della destra fascista americana a settembre dava il meglio di sé scrivendo: "Possiamo fare qualcosa di legale per fermare un cittadino non americano che fa filtrare questi documenti [i file segreti sulla guerra in Afghanistan, che ha pubblicato Wikileaks, ndr]? Probabilmente no. Possiamo avere un agente della CIA con un fucile da cecchino che pianta una pallottola vicino alla testa di Julian Assange in occasione della sua prossima apparizione in pubblico, come avvertimento? Ci potete scommettere che possiamo. E dovremmo farlo. Se la cosa vi pare eccessiva, la CIA può ammazzarlo e fare in modo che sembri un incidente. Sia come sia, Assange merita di morire per quello che ha fatto. E dovrebbe essere ammazzato per mandare un messaggio efficace a chi, la prossima volta si azzarda a far uscire documenti di questo tipo" (FONTE). Il db di Wikileaks ha soltanto cominciato a sgocciolare, la massiccia operazione dei cracker ha messo a dura prova il sito da ieri pomeriggio, alcuni files relativi a questioni italiane sono addirittura spariti, Assange assicura che saranno nuovamente pubblicati. Finora niente di eclatante, sembra. Ci vorranno tre mesi di tempo; Wikileaks, data la mole informativa del database, pubblicherà i documenti a blocchi. Mentre non di blocchi, ma di blocco parla il senatore Usa Joe Lieberman che chiede ad Obama l'oscuramento del sito. Nemmeno 300 documenti pubblicati su 251.000 e già sappiamo di infiltrati statunitensi nei governi tedeschi o israeliani, di piani di guerra, dei rapporti Eni-Gazprom, armi nucleari Usa in Olanda e Belgio, un tumore per Khamenei e crack informatici per Google direttamente da Pechino. Il Partito, avrebbe scritto Orwell, trema. Nessuno tocchi il nuovo Goldstein.
Luca Ciccarese